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Il comune di Scopa appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Vercelli

Storia

Origine del nome

Le origini del toponimo sono incerte. Padre E. Manni ne "I Campanili della Valsesia", descrive i primitivi insediamenti, documentati come Scoe nel 1217 e Scope successivamente, "quale un composto di vari mazzetti, .non di betulle, ma di modeste costruzioni in congiunzione tra stalle e ricettacoli umani". In similitudine al noto utensile di casa, potrebbe derivare il nome di Scopa.
M. Bonfantini in "La Valsesia" deriva il nome dalla presenza di canne palustri ("scopeti") negli acquitrini che testimoniano l'esistenza, nell'antichità, di un lago nella piana di Scopa. Abit. Scopesi.

Storia

Le notizie sulle prime vicende storiche sono contenute nel giuramento di "cittadinatico" della Valsesia ai Vercellesi del 1217. L'atto che regolamenta i rapporti tra la Valsesia, Vercelli e i Conti di Biandrate cita, tra gli altri centri valsesiani, gli abitati di Scopa e di Scopetta con i nomi delle famiglie ivi insediate documentando il significativo popolamento di questo tratto di valle all'inizio del XIII secolo. Documenti del secolo successivo presentano un territorio comunale ampiamente strutturato e delimitato da strade pubbliche.
Precedentemente si può ipotizzare come l'ampia piana boscata di Scopa e Scopello, ricca di risorse naturali atte a sostenere la permanenza dell'uomo, fosse abitata sin dal periodo dell'Alto Medioevo. Si doveva comunque trattare di modeste presenze, non ancora organizzate in comunità tali da lasciare tracce documentali o monumentali.
In campo religioso, la "vetusta" chiesa di Scopa, centro "battesimale" di un vasto territorio con sparsi focolari e autonomo da Varallo fin da epoca remota, fu matrice di molte parrocchie dell'alta valle. Il ciclo di separazioni dalla Pieve di San Bartolomeo in Scopa, che inizia nel 1325 con Riva Valdobbia e termina nel 1558 con lo stacco di Balmuccia, rappresenta uno straordinario documento sul progressivo popolamento della valle e la formazione di villaggi permanentemente abitati.
Nella metà del XIII secolo, le rappresentanze dei Comuni Valsesiani, sfruttando abilmente le alterne vicende dei vicini potenti che anelavano al dominio della valle, avviarono un processo di liberazione dal giogo feudale organizzandosi in una sorta di confederazione democratica, Università o Comunità Generale con propri Statuti, guidata da un Podestà con sede in Varallo e dotata di proprie milizie. Con questa organizzazione popolare e in stato di sostanziale indipendenza, i Valsesiani governarono la valle, sfruttando ogni più piccola risorsa disponibile e sviluppando con grande vitalità arti e mestieri, fino alle soglie del 1800.
Dopo il crollo del regime napoleonico, con gli editti del 1814 la Sesia cessò di segnare il confine tra Italia e Francia e la Valsesia è di nuovo interamente congiunta al Piemonte. Nel 1819, abolito il Consiglio Generale, è costituita la provincia di Valsesia, divisa in tre Mandamenti, con Varallo capoluogo. Scopa sarà capoluogo di Mandamento per l'alta Valgrande e la Valsermenza, con la residenza di un giudice e di un esattore delle imposte, fino al 1926, anno di aggregazione della Valsesia alla provincia di Vercelli.